Non aveva un nome sdolcinato: la chiamavano “la Vecchia”, ed era Montalcinello. In paese si diceva e si voleva credere che avesse superato i vent’anni. Sempre nella nostra piazzetta principale, sempre a trotterellare festosa, nonostante spesso un viso sofferto dalle prove della vita, pronta a fare le feste a chi capiva, a chi aveva voglia di fermarsi ed entrare nella sua dimensione. Aveva fatto coppia con un’altra gatta dai colori simili.
Più volte data per spacciata, alle prese con un’infezione cronica che rendeva respirare e mangiare sempre più difficili, eppure capace ogni volta di riprendersi, aveva trovato, con l’età, sempre più sostegno: chi le faceva le punture, chi le aveva messo a disposizione una casetta, chi le dava quotidianamente da mangiare e da bere. Perché vederla lottare era fonte di ispirazione. In suo ricordo abbiamo ordinato una scultura che verrà collocata permanentemente.
A me, personalmente, ha dato tantissimo. È stato un onore seppellirla. Mi ha accolto dal primo giorno. Sempre, con il vento, con la pioggia, lei c’era: nativa, vera, autoctona. Negli ultimi giorni dormiva cercando il calore del sole. Avevamo capito che stava arrivando il momento e si è tentata la solita puntura per fermare l'infezione che in passato l’aveva aiutata. Sopravvissuta a un inverno durissimo e a mesi di piogge insistenti, in una giornata insolitamente calda si è fatta trovare a casa sua, proprio dove ultimamente stavamo lavorando con il paese per ridare lustro alla chiesa, assalita dalla macchia, permettendoci un ultimo gesto d’affetto che ci riconcilia con la sua vita incredibile.
Voglio davvero ringraziare tutte le persone della comunità che hanno dimostrato affetto e amore per questa creatura.






La scultura che verrà installata in memoria della “Vecchia”, sepolta l’8 aprile 2026

