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Dal focolare alla geotermia: la rivoluzione del calore a Montalcinello

2026-01-03 22:09

Lorenzo

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Dal focolare alla geotermia: la rivoluzione del calore a Montalcinello

Dalla legna al calore della terra: la lunga storia del riscaldamento a Montalcinello, tra focolari antichi e la svolta geotermica del 2026.

Quando il calore è una conquista: la storia del riscaldamento a Montalcinello


Per secoli, (anzi, nel caso di Montalcinello, per millenni) il focolare è stato il cuore delle abitazioni: veniva utilizzato non solo per scaldare, ma anche cucinare e riunire la famiglia nelle fredde sere invernali. 

La legna, come quella del leccio (in latino licinus, all'origine del nome Montalcinello: Mons licinus, monte dei lecci), abbondante nei boschi circostanti, ha da sempre rappresentato la principale fonte di calore per le famiglie del borgo e della Val di Merse in generale; così come il freddo pungente ha da sempre caratterizzato i mesi invernali del borgo, soprattutto nel suo versante nord, nascosto dal sole, che dalla piazza scende fino agli Scogli e al Fiumarello.

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Il versante nord di Montalcinello visto dal Campaione

Scaldare il borgo: storia e trasformazione dei sistemi di riscaldamento


Le antiche case di Montalcinello avevano grandi focolari, differenti per tipi di abitazione ed utilizzo. Tra i più famosi vi è il focolare con le sedute, tipico delle grandi case coloniche o delle case paesane più grandi, così grande che vi era la possibilità di sedersi al suo interno, ai lati del fuoco.

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Altro focolare diffuso era quello rialzato con triplo braciere, uno grande al centro con il gancio per il pentolone e due bracieri più piccoli ai lati; è considerato il precursore più diretto della cucina economica in ghisa. Le cucine economiche iniziano a diffondersi prima in muratura (tramite la trasformazione del focolare con braciere sempre più rialzato fino all'altezza dell'attuale piano cottura), poi in ghisa intorno all'Ottocento, con le molteplici versioni ed evoluzioni, in alcuni casi sopravvissute come oggetti vintage e più raramente ancora utilizzate. In supporto delle cucine economiche venivano impiegate altri tipi di stufe nelle altre stanze della casa, come quelle in terracotta, in ghisa e in seguito quelle alimentate a cherosene.
Le stufe di ghisa venivano prodotte in tutte le forme possibili, da quelle larghe con più piastre a quelle strette con un unico sportello, da quelle con il forno a quelle in maiolica (rare e costose). Le stufe venivano messe ovunque: nei corridoi delle case, a scuola, nelle cantine e nei laboratori di artigianato, diventando col tempo un oggetto onnipresente. Molte avevano un piccolo radiatore di lamiera lungo la canna fumaria ed altre avevano fili di ferro per tendere i cenci umidi. Nelle camere da letto, il freddo pungente delle ore notturne veniva calmierato con gli scaldaletto a carbone, come il famoso “prete” a forma di slitta.

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Alla fine del Novecento, soprattutto negli anni ottanta, è il momento dei termosifoni: inizialmente alimentati da caldaie a legna e in seguito dal gasolio prima e dal gpl dopo; resero le abitazioni più confortevoli e uniformemente riscaldate. Oggi, finalmente, è il momento del ritorno alla terra e alla sostenibilità, con la rete di riscaldamento geotermico che nel 2026 arriverà a scaldare le case del borgo.

 

Il calore della terra: dal fuoco all'innovazione

 

Già nell'Ottocento, nella non lontana Larderello, il vapore del sottosuolo veniva utilizzato per produrre energia. Nel 2026, grazie al costante potenziamento della rete di riscaldamento geotermico, anche Montalcinello avrà la possibilità di scaldarsi con questa fonte ultra-sostenibile. Un ritorno alla terra dopo secoli di fuoco e combustibili. Il teleriscaldamento è infatti una svolta importante per il borgo per diversi aspetti. 
Dal punto di vista ambientale, il teleriscaldamento azzera le emissioni prodotte dai combustibili fin'ora utilizzati, andando a migliorare la qualità dell'aria trattandosi di una fonte rinnovabile e prodotta localmente, senza trasporto né combustione. 
Dal punto di vista economico, il risparmio sarà notevole sia per le abitazioni che per le attività, non più vincolate da bollette altalenanti, trattori carichi di legna scaricata davanti alle cantine o sacchi di pellet da 15kg portati in spalla per i vicoli del borgo. In questo modo, il valore del fuoco del caminetto non sarà più relegato principalmente a fonte di riscaldamento ma acquisterà ancora più valore come momento lento ed importante da godersi insieme ai propri cari.
Non solo sostenibilità e risparmio, Montalcinello si sta preparando a scaldarsi con un'energia nuova ma propria, primordiale ma innovativa, ultra-locale e pulita, prodotta direttamente dal proprio sottosuolo.

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