montalcinello vista dall'alto.jpeg

BORGO MONTALCINELLO

Non siamo Montalcino. Non siamo Montepulciano. Niente folle, niente traffico. Solo pietre millenarie, tradizioni vere, natura selvaggia, panorami senesi e due o tre gatti autentici. Benvenuti a Montalcinello, il borgo dove le pietre parlano

Resta aggiornato su Montalcinello iscrivendoti alla nostra newsletter per scoprire eventi, tutte le novità e curiosità dal borgo.

Resta aggiornato su Montalcinello

Le ultime dal Blog

Quando a Montalcinello la bestemmia ti costava cara (molto cara)

2026-01-10 10:58

Alberto

Storia, Borgo, storia, cultura, religione, vescovo,

Quando a Montalcinello la bestemmia ti costava cara (molto cara)

Una norma che oggi colpisce per durezza e teatralità: la “Pena di chi bestemmia” a Montalcinello

pena-per-chi-bestemmia.png

Sfogliando gli antichi statuti di Montalcinello (tradotti dal latino al volgare nel 1561), ci si imbatte in una norma che oggi colpisce per durezza e teatralità: la “Pena di chi bestemmia”. Non una semplice multa, ma una vera e propria punizione pubblica, pensata per educare attraverso l’esempio.

 

Cosa dice la norma, in parole di oggi?

 

Stabiliamo e ordiniamo che chiunque bestemmi Nostro Signore Gesù Cristo, Dio onnipotente, o la Beata Vergine Maria, sia condannato ogni volta a una multa di dieci lire.

Chi invece offende con gesti osceni (come “fare le fiche”) contro Dio, la Vergine o le loro immagini sacre, subisce la stessa pena.

E se qualcuno arriva perfino a sputare contro le immagini sacre, la condanna è identica.

Ma se il colpevole viene colto sul fatto, il Vicario deve farlo legare con una catena fissata al muro della casa del Comune, tenendolo per la gola, e lasciarlo lì esposto per tutto il giorno.

 

Più o meno lo stesso se si bestemmiava un santo. Infatti anticamente la pena non era solo economica o fisica: era soprattutto pubblica. Il reo veniva immobilizzato nel cuore del paese, al muro del palazzo del Comune che dava sulla piazza, sotto gli occhi di tutti. Vergogna, paura e controllo sociale erano strumenti fondamentali del potere comunale.

 

In Toscana, terra dissacrante di Boccaccio e Dante, la bestemmia non è solo una parolaccia (credo sia lo stesso nel mio Veneto): è un fatto culturale stratificato nei secoli. Nonostante secoli di repressione, non è mai scomparsa. Non a caso, in una visita pastorale del 1911, il vescovo di Volterra annota come la bestemmia sia il peccato più diffuso tra la popolazione di Montalcinello, più frequente di altri comportamenti moralmente condannati. Ancora una visita del 1945 fa proferire al vescovo che “esiste il vizio della bestemmia, in modo eccessivo” a Montalcinello.

Un secolo fa, dunque, la Chiesa registrava ciò che la lingua quotidiana aveva già trasformato: la bestemmia come abitudine (non mia), come sfogo, come intercalare e come gesto linguistico di rottura. È il paradosso toscano: una terra dove il sacro è stato così presente (per Montalcinello, il controllo ecclesiastico di Volterra), così controllato e normato, da generare nel tempo una forma di dissacrazione verbale resistente, quasi identitaria.

 

La pietra resta.
Le norme cambiano.
La memoria, se raccontata, continua a parlare.

Siamo Montalcinello. 

Contattaci per maggiori informazioni: Scopri la storia e le bellezze di Montalcinello, un borgo toscano ricco di fascino e tradizioni da vivere.

© 2026 Montalcinello - Tutti i diritti riservati - info@borgomontalcinello.it