Come nasce Borgo Incanto?
Borgo Incanto nasce dall’idea di portare l’arte all’interno dei borghi, valorizzando luoghi che hanno una storia e un’anima. Io mi occupo di musica, quindi la cosa più naturale e più facile che sono riuscito a fare è stata quella di organizzare dei concerti e portare la musica tra le strade e le piazze del borgo.

In questi anni hai avuto modo di coinvolgere anche importanti artisti. Quanto è stato importante il loro sostegno?
È stato fondamentale. In questi anni, oltre al supporto di tutta la comunità del paese, ho sempre avuto accanto grandi artisti che hanno sposato con entusiasmo la causa di Borgo Incanto. La cosa più bella è che, dopo essere venuti a Montalcinello, molti di loro si portano questo luogo nel cuore. È una soddisfazione enorme, perché significa che quello che cerchiamo di trasmettere arriva davvero alle persone.
Secondo te, quale può essere il futuro dei piccoli borghi?
Credo che il futuro di questi piccoli centri sia proprio quello di far riscoprire la storia racchiusa nei muri, nelle strade e soprattutto nella sua gente, attraverso l’arte. L’arte da sempre è un veicolo potentissimo di emozioni: riesce a creare connessioni, a raccontare luoghi e, soprattutto, riesce a far innamorare le anime.
E forse è proprio questo il senso più profondo di Borgo Incanto?
Sì, credo proprio di sì. Portare l’arte nel borgo significa farlo vivere, farne riscoprire la bellezza e creare un incontro tra il luogo, le persone e le emozioni. Perché quando un artista arriva in un piccolo borgo e riesce a lasciare qualcosa dentro chi lo ascolta, ma anche a portarsi via un pezzo di quel luogo, allora si crea qualcosa di davvero speciale.

Beppe Galgani, ideatore di Borgo Incanto

